Niente etica dell’informazione, niente codici deontologici, niente di tutto questo. Solo un esempio di come un giornalista, in questo caso un editorialista di Repubblica, Mario Pirani, possa lanciare una buona proposta e ottenere decisi consensi.
Perchè non ci vuole la patente da politico per dire qualcosa di intelligente politicamente parlando, e anzi, forse, più lontani si è da quel mondo, più lucidi si resta.
Ecco allora i consigli di Pirani:
Primo: cambio radicale dell’équipe di governo, subito dopo le elezioni amministrative, con accorpamento e riduzione netta dei ministeri, taglio della compagine dell’esecutivo (oggi 104 tra ministri e sottosegretari) con un massimo globale di 60.
Secondo: abrogazione delle leggi sullo spoyls sistem nella Pubblica Amministrazione.
Terzo: introduzione dell’obbligo del concorso con regole ferree e con classifica rigida per tutte le nomine di pubblico interesse.
Quarto: riduzione di un terzo del numero dei consiglieri regionali, provinciali e comunali.
Quinto: Rai liberata dalla presenza dei partiti. Nomina di un nuovo consiglio di amministrazione con personalità della comunicazione e della cultura di comprovata indipendenza di giudizio.
Sesto: abolizione del cosiddetto “panino” nei telegiornali Rai, con il falso pluralismo di dichiarazioni politiche suddivise secondo il modello artificiale tra tutti i partiti.
Settimo: riduzione drastica dei privilegi dei parlamentari e dei consiglieri regionali (dalle pensioni prima dei 65 anni e dopo mezza legislatura agli infiniti benefit).
Ottavo: introduzione delle primarie istituzionalizzate e regolate per le cariche elettive nel Parlamento, nelle Regioni e nei Comuni.
Questi consigli fanno parte di un più corposo Decalogo. Naturalmente non si pensa che ciò possa bastare a rendere etica e moralizzata la politica nostrana, ma con i piccoli passi si comincia a camminare … magari nella giusta direzione.