Un post meno pomposo e più easy, nato e scritto sull’onda emotiva dell’ennesima telecronaca alla valeriana che la RAI ha offerto ai suoi milioni di utenti. Non parlo di violazioni etiche, di infrazione di leggi dello Stato o di cose simili: dico solo che molto probabilmente il pubblico italiano merita di più.
Da molti anni è in voga la telecronaca in tandem dei più importanti eventi calcistici, che siano i Mondiali, gli Europei o la Champion’s League. C’è un giornalista vero e proprio che racconta lo svolgimento pedissequo delle azioni della partita in questione, e un commentatore, il quale, dall’alto delle sue competenze calcistiche, illumina lo sprovveduto ascoltatore con perle di saggezza e osservazioni tecnico-tattiche finissime. O almeno così dovrebbe essere.
Perchè oltre ad essere costretti ad ascoltare le telecronache di Cerqueti, di Bizzotto e di Civoli, autentiche maratone della sonnolenza, la RAI compie l’en plein chiamando a sè delle “spalle” di primissimo livello: negli anni Pecci, Sandreani, Mazzola, Dossena … un autentico gioco al massacro per gli amanti del pallone. Un trionfo di luoghi comuni, un festival di frasi scontate, una esplosione di deduzioni ovvie … signori e signore il party del non-senso. Dove è il loro apporto originale?
Senza andare troppo lontano, Mediaset è tutta un’altra musica: ai Piccinini, Longhi, Brandi, si accompagnano i vari Sacchi (non so se mi spiego), Serena, Castagner …
Per non parlare di SKY, vero paradiso per gli aficionados del calcio. Caressa è un idolo per le nuove generazioni di aspiranti telecronisti, e in coppia con Bergomi è letteralmente imbattibile. E una dimostrazione lampante l’abbiamo avuta durante gli ultimi Mondiali tedeschi (I CAMPIONI DEL MONDO SIAMO NOI, ricordiamocelo), quando le partite della nazionale erano trasmesse contemporaneamente sia dalla RAI sia da SKY: parlare di differenze è riduttivo, praticamente le partite pur essendo le stesse, erano diverse.
I dirigenti RAI, quando sono a casa loro, usano il telecomando e guardano cosa fanno gli altri? Più trasporto, più emozione, più coinvolgimento … e soprattutto più competenza tecnica: non chiediamo tanto.
7 Giugno 2007 alle 10:44 am
Sono daccordo!! ma che la rai non punti più sul calcio secondo me è cosa evidente. Dai diritti, ai giornalisti, a Dribling diventato un programma di denuncia sociale piuttosto che di approfondimento calcistico. Questo volere tenersi a debita distanza da un mondo sporco per poì rientraci a “spizzichi e mozzichi” non mi sembra una strategia adeguata.
7 Giugno 2007 alle 12:05 pm
Non so se sia vero che la RAI stia puntando meno sul calcio. Se fosse così sbaglierebbe di grosso. Primo perchè il calcio in Italia tirerà sempre. Secondo perchè finalmente siamo ritornati a vincere con la Nazionale e i club, e sarebbe da sciocchi non cavalcare l’onda. Infine se davvero fosse così, potrebbe concentrarsi su altri sport, e invece non lo fa. Seguire la World League di pallavolo, o magari raccontare con delle rubriche la NBA dove Bargnani ha fatto faville quest’anno. Non lo so, non vedo programmazione e lungimiranza. E’ desolante.
Certo che quei diritti che ha potrebbe sfruttarli meglio. La Champion’s commentata in quel modo è stato un insulto al calcio.
8 Giugno 2007 alle 5:53 pm
Anch’io non credo che la rai non punti sul calcio. Se così fosse non si spiegherebbero i 50 milioni di euro investiti per le dirette di Champions League. Il problema è il tono di voce troppo istituzionale, qualsiasi sia l’evento commentato. Nell’ambito dello sport una gradita eccezione riguardava Giampiero Galeazzi. Impossibile non emozionarsi nelle sue cronache sul tennis e sul canottaggio. Peccato non lo faccia più. Pizzul lo ricordo per i suoi divertenti svarioni.. ricordo che spesso a parare era il portiere della squadra in attacco..! Ma resta grande comunque!
Caressa è mitico! Solo lui vale l’intero abbonamento a Sky! Ho scaricato i filmati della cronaca di Italia – Francia .. altro che “il cielo è azzurro sopra Berlino”..