Spesso ci si lamenta di come i giornalisti nostrani siano troppo servi del potere, proni dinanzi al signore di turno. Ecco allora le interviste in ginocchio, le domande spuntate, il finto distacco tra due persone che in realtà sono grandi amiconi.
Ma quando invece qualcuno fa per bene il proprio dovere, non solo nessuno lo sottolinea, ma addirittura l’intrepido viene intimidito e spesso colpito. Se non con le querele milionarie (molto spesso basta anche solo la minaccia), addirittura con le visite tutt’altro che gradite delle forze dell’ordine.
Ed è capitato proprio questo a due giornalisti del Corriere della Sera, Giovanni Bianconi ed Enzo D’Errico, autori rispettivamente degli articoli De Gregorio sotto accusa per riciclaggio e Dalla scoop su Buscetta al Senato, la pingue carriera tra mille ribaltoni. Perchè? Il Cdr del quotidiano afferma che “unica responsabilità dei colleghi è di avere svolto al meglio e rigorosamente il proprio dovere, fornendo ai lettori informazioni documentate su un senatore della Repubblica, Sergio De Gregorio, indagato a Napoli per riciclaggio con l’aggravante di avere agevolato un’associazione mafiosa”.
Naturalmente, come ogni spy story che si rispetti, le abitazioni e i posti di lavoro dei due giornalisti sono stati perquisiti nel cuore della notte, dalla Guardia di Finanza, su mandato della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli.
Per non parlare delle vicissitudini di Carlo Bonini e Giuseppe D’Avanzo di Repubblica, implicati, loro malgrado, nello scandalo che ha coinvolto il SISMI l’anno scorso.
Difficile fare di più se poi i risultati sono questi.