La vicenda è nota, ma ricostruirla male non fa. Partiamo dall’inizio.
La notte tra il 13 e il 14 settembre del 2006 Silvio Sircana, portavoce del premier, viene fotografato mentre con la sua automobile accosta e, abbassando il finestrino, scambia qualche parola con un transessuale.
Ad immortalare la scena c’è un fotografo, Massimo Scarfone, alle dipendenze di Fabrizio Corona. Dopo qualche minuto i due si parlano al telefono ed il primo racconta al suo interlocutore di avere del materiale su cui poter costruire un grande futuro. La telefonata viene intercettata ed entra nell’immenso calderone di accuse indirizzate nei confronti di Corona. Estorsione o tentativo di estorsione.
Un salto temporale di sei mesi ed ecco che il 14 marzo Il Giornale pubblica in prima pagina Ricatto al portavoce di Prodi, citando il nome di Sircana nel sommario. Il quotidiano diretto da Belpietro è l’unico quel giorno fare il nome di Sircana. Il Messaggero e La Stampa invece riportano la notizia di un presunto ricatto ai danni di un politico ma non vanno oltre.
L’indomani la notizia è su tutti i giornali, corredata da nomi e cognomi (ma non le foto incriminate), ormai senza alcuna remora, visto che Il Giornale si è preso la briga di non omettere alcun particolare, anche quelli più insignificanti.
La domanda che tutti si pongono è: è giusto pubblicare ciò che in nessun caso sarebbe penalmente o politicamente rilevante? Se il ricatto c’è bisogna primo dimostrarlo e poi pubblicarne la notizia. Altrimenti è puro chiacchiericcio, niente di più. La discussione sui giornali è accesissima, a tratti assume connotati molto pesanti.
Inizia naturalmente Belpietro che il 14 marzo accompagna la notizia sopra citata con un editoriale (Il segreto di Pulcinella) in cui spiega la decisione di non tacere il nome di Sircana: “per non lasciarlo in balia del mormorio dei corridoi”. Lo stesso poi aggiungerà anche che il nome è contenuto negli atti che giustificano l’ordine di arresto spiccato nei confronti di Corona. E qui una domanda sorge spontanea: “se la magistratura sbaglia a dare in pasto ai giornalisti anche le notiziole più insignificanti, i giornalisti non sono in grado autonomamente di distinguere la notizia dalla spazzatura?”
continua…