Con colpevole e per certi versi “puntuale” ritardo, il Garante per la Protezione dei Dati Personali, Pizzetti, interviene sulla questione dell’autentico sputtanamento di cui è vittima chi anche solo per errore si trovi nominato nelle intercettazioni e nelle indagini sul caso di Vallettopoli.
Il Garante ribadisce un punto essenziale della legge a tutela della privacy di qualunque cittadino (la legge 675/1996, poi integrata dalla 196/2003), e dello stesso Codice Deontologico sulla Protezione dei Dati Personali di cui i giornalisti si sono dotati nel 1998. In particolare quest’ultimo all’art. 6.2, prevede che “La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica”..
Di seguito, all’art. 11.1, prevede che “Il giornalista si astiene dalla descrizione di abitudini sessuali riferite ad una determinata persona, identificata o identificabile” e al comma 2 dello stesso articolo prevede che “La pubblicazione è ammessa nell’ambito del perseguimento dell’essenzialità dell’informazione e nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblica”.
Dunque l’insieme di questi articoli dice che la vita privata delle persone deve essere tutelata da indebite intrusioni non motivate. Che i personaggi pubblici godono di una tutela attenuata in virtù della loro posizione. Ma che tale tutela attenuata non vale nei casi in cui la divulgazione riguarda particolari della vita sessuale di una persona, soprattutto se si tratta di particolari non essenziali rispetto all’informazione divulgata. Infine che la persona di cui si parla non deve essere identificata o identificabile.
Praticamente Il Giornale ha violato tutte queste norme pubblicando il nome di Sircana.
continua…