Il caso Sircana/3 e il Garante della Privacy

Con colpevole e per certi versi “puntuale” ritardo, il Garante per la Protezione dei Dati Personali, Pizzetti, interviene sulla questione dell’autentico sputtanamento di cui è vittima chi anche solo per errore si trovi nominato nelle intercettazioni e nelle indagini sul caso di Vallettopoli.

Il Garante ribadisce un punto essenziale della legge a tutela della privacy di qualunque cittadino (la legge 675/1996, poi integrata dalla 196/2003), e dello stesso Codice Deontologico sulla Protezione dei Dati Personali di cui i giornalisti si sono dotati nel 1998. In particolare quest’ultimo all’art. 6.2, prevede che “La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica”..

Di seguito, all’art. 11.1, prevede che “Il giornalista si astiene dalla descrizione di abitudini sessuali riferite ad una determinata persona, identificata o identificabile” e al comma 2 dello stesso articolo prevede che “La pubblicazione è ammessa nell’ambito del perseguimento dell’essenzialità dell’informazione e nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblica”.

Dunque l’insieme di questi articoli dice che la vita privata delle persone deve essere tutelata da indebite intrusioni non motivate. Che i personaggi pubblici godono di una tutela attenuata in virtù della loro posizione. Ma che tale tutela attenuata non vale nei casi in cui la divulgazione riguarda particolari della vita sessuale di una persona, soprattutto se si tratta di particolari non essenziali rispetto all’informazione divulgata. Infine che la persona di cui si parla non deve essere identificata o identificabile.

Praticamente Il Giornale ha violato tutte queste norme pubblicando il nome di Sircana.

continua…

3 Risposte a “Il caso Sircana/3 e il Garante della Privacy”

  1. grazianap Dice:

    Ma praticamente lo “scandalo Lewinsky” non si basa tutto sul medesimo errore? La vita sessuale di un uomo politico (questa volta è Clinton, nome ben più altisonante) messa alla pubblica gogna! Ma dico, ha rilevanza??
    Per me non ne ha mai avuta, e a quanto pare neanche per gli americani alla fine… Clinton non ha perso neanche un briciolo della sua reputazione e chi ha fatto la fine peggiore è stato proprio l’accusatore Starr.
    Ben gli sta.

  2. dome83 Dice:

    Non è proprio così, per due motivi.
    Il primo è che Clinton utilizzava uffici pubblici (lo Studio Ovale della Casa Bianca) e il suo ruolo per intrattenere rapporti extraconiugali con la sua stagista. Quindi in qualche modo era giusto che il popolo americano sapesse, anche se non proprio fondamentale (un po’ come il caso Sottile scoppiato la scorsa estate).
    Il secondo motivo è che poi la procedura dell’Impeachment scattò per verificare se il Presidente avesse dichiarato il falso, negando la relazione con la Lewinsky, e quindi dichiarando il falso davanti al Paese.

  3. grazianap Dice:

    Sicuramente questi aspetti sono diversi dal caso Sircana, Clinton aveva la tresca nel contesto lavorativo. Però la Lewinsky era consensiente, quindi secondo me il problema non si poneva. Diverso sarebbe stato se Clinton avesse soggiogato la sua stagista con abuso d’ufficio, in quel caso si che l’America avrebbe dovuto sapere.


Lascia un commento