Tra omologazione e politicizzazione

Due esempi chiari di altrettante tendenze da sempre in voga nel giornalismo nostrano. Nel primo caso il riferimento è al titolo di apertura di due giornali nazionali, La Repubblica e La Stampa, entrambi dedicati ai drammatici incendi che ieri hanno devastato il Mezzogiorno. Praticamente essi sono identici, leggere per credere:

Il Sud brucia, migliaia in fuga – La Repubblica

Brucia il Sud, migliaia in fuga – La Stampa

Quasi tutti i giornali nazionali hanno aperto allo stesso modo, sullo stesso tema, è ovvio, la drammaticità degli eventi di ieri, soprattutto quanto accaduto sul Gargano, imponeva che così fosse, ma addirittura utilizzare le stesse parole … è ridicolo, oltre che una sfortunata coincidenza.

Oltre all’omologazione, oggi è utile parlare anche di politicizzazione. Perchè se è vero che la notizia del giorno era scontata, prassi confermata anche dal Corriere della Sera e dal Messaggero, è vero anche che c’è chi ha voluto distinguersi. A sproposito molto probabilmente. Il Giornale di Belpietro ha aperto in tutt’altro modo, con un titolo squisitamente politico, senza che ce ne fosse davvero bisogno, almeno oggi: Mastella ha già intercettato la Forleo.

Potrebbe sembrare una contraddizione quella di criticare l’omologazione i due titoli sostanzialmente uguali di Repubblica e della Stampa, e al contempo non essere d’accordo con la scelta del Giornale, l’unico ad andare controcorrente, ma a ben vedere non è così … giusto?

Campioni del Mondo un anno (e qualche giorno) dopo

Con colpevole ritardo rendo anch’io omaggio ai campioni del mondo, un anno dopo le loro mitiche imprese. Un posto un po’ fuori tema, che nasce più dal sentimento che da una precisa linea editoriale.

Prima di tutto vorrei postare quello che avevo dentro la magica notte del 9 luglio. Tornato a casa dopo i festeggiamenti (con tanto di bagno nella fontana dell’Altare della Patria), mi misi al computer e scrissi ciò che il cuore mi comandava, che non riuscivo a tener dentro. Eccolo:

“Oggi, signori, siamo nella storia. E’ stata scritta una pagina di storia dello sport e noi potremo dire orgogliosamente che c’eravamo. Abbiamo vissuto quello che per una vita intera abbiamo sognato. E’ meraviglioso. Abbiamo sofferto, patito, vinto e infine gioito, ed è stato meraviglioso.

Un fiume di felicità ed un piacere orgasmico ci hanno invaso: siamo campioni del mondo e non ce ne rendiamo ancora conto. Troppo bello per essere vero, troppo importante per capire bene cosa voglia dire.

E allora non cerchiamo spiegazioni contorte e forse inutili, guardiamoci attorno e godiamo di questa esplosione di tricolori. Un accostamento di verde, bianco e rosso mai così bello. Tanto bello da non poterne fare a meno. E’ dappertutto. Ci circonda. Ci avvolge. Riveste i nostri corpi e i nostri cuori.

Città paralizzate, piazze gremite, caroselli in ogni dove per cantare a squarciagola un unico grande inno: FRATELLI D’ITALIA, L’ITALIA S’E’ DESTA … sì, l’Italia s’è destata. Dal suo lungo torpore, sportivo e non solo. Come un segno divino di chi tutto vede e a tutto provvede, viviamo una gioia che ci fa riemergere dal baratro in cui eravamo piombati. No, non abbiamo dimenticato, ma almeno per stanotte, almeno per qualche settimana, lasciamocelo alle spalle. Ce lo meritiamo.

Grazie ragazzi. Grazie mister. Grazie Italia.

Andiamo a letto in questa folle notte di mezza estate avendo negli occhi un mondo tinto d’azzurro e un cuore a strisce verde, bianco e rosso. Stanotte è possibile. Stanotte siamo campioni del mondo”. (www.domeblog.blogspot.com)

Infine spero di fare un gradito regalo a chi ha il piacere di leggermi postando il link di una raccolta di tutte le prime pagine del mondo che il 10 luglio dello scorso anno celebrarono il successo dell’Italia, trovato sul sito vistidalontano.blogosfere.it.

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